SAN NICOLA

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E’ la più grande chiesa di Randazzo e della Diocesi, caratteristica questa per la quale Re Federico II di Svevia le elargì il privilegio di fare da ambiente dove radunare le Civiche Assemblee Generali. Le parti più antiche risalgono al sec. XIII e la sua struttura originaria era in stile normanno-svevo. Venne ristrutturata nel 1589, come ci ricorda la lapide infissa sul lato sud della chiesa, e successivamente nel 1605. Si presenta come un complesso architettonico imponente dell’ultimo rinascimento con soprastrutture di epoche e stili diversi, purtroppo letteralmente rovinata dai bombardamenti che la privarono della maggior parte delle sue opere d’arte. 

  IL  prospetto del sec.XVI, venne disegnato dal grande Architetto del Senato Messinese ANDREA CALAMECH,si tratta di un’imponente facciata con elementi classici interpretati in chiave leggermente barocca, come quelle delle grandi chiese di Roma. Sulla porta centrale lo stemma con l’Agnello Pasquale e a tal proposito gli storici municipale affermano che, in tempi remotissimi, la chiesa sia stata sede vescovile.   

L’attuale campanile del sec.XVIII, sostituì la bellissima torre campanaria in stile trecentesco distrutta dal grande terremoto del 1693. Fu ricostruito nell’anno 1783, un po’ tozzo, scabro e incompleto nella parte terminale del pinnacolo. 

Le Absidi Poligonali del sec. XIII, poderose nella loro struttura, risentono di un indirizzo artistico quale è quello cistercense importato dalla Francia. La forma poligonale, il motivo ad archetti pensili e il coronamento della merlatura, danno ad esse l’aspetto di torrioni di fortezza molto simili alle torri di Castel del Monte in Puglia.  L’interno della chiesa, completamente rifatto, subì danni gravissimi a seguito dei bombardamenti anglo-americani del luglio-agosto 1943. Le uniche opere di valore rimaste sono il Fonte Battesimale del sec. XIII, è in pietra arenaria a forma esagonale, lo stile è quello gotico con elementi bizantini. Smontato in varie occasioni, venne rimontato e risistemato in seguito ai grandi lavori di ristrutturazione del sec. XVI. Gravemente rovinato dagli eventi bellici del 1943, manca di numerosi pezzi che non ci consentono di determinarne la struttura originaria. Alcuni di questi pezzi si trovano attualmente infissi sul muro alle sue spalle, la statua di S. Nicola (1523) , opera in marmo di Antonello Gagini ( 1478 – 1536 ), il più grande scultore siciliano del tempo. E’ tra le opere più mirabili del grande maestro che seppe imprimere nel volto del Santo una serenità solenne ed una maestà impressionante. La statua è datata e firmata dall’autore ( Opus Antonii Gagini PanormitaeM.D.XX.III. – ), che venne a Randazzo per collocarla, indorarla e riscuoterne il compenso pari a sole 60 onze. E’ anche una statua miracolosa perché essa sanguinò nella dolorosa congiuntura di una grande carestia e subito dopo cessò la mortalità ( 30.06.1672 ). A ricordo di ciò a Randazzo, fino a qualche tempo fa, vi era l’uso di preparare nella notte del 6 Dicembre, festa del Santo, la cosiddetta “ cuccia “, una pietanza di  grano bollito condito con ricotta fresca. Sulla spalliera dell’altare due pannelli raffiguranti i miracoli del Santo. l’Altare del Crocifisso che presenta dei Pannelli in marmo di Giacomo Gagini ( 1535) in parte collocati sui muri laterali. Un crocifisso dipinto su legno del sec. XVII, bella opera pittorica su tavola di autore ignoto. Mentre l’altare del Sacramento vi sono i dorsali di Antonello Gagini, con rappresentazioni “scene della passione”, Gesù con i discepoli ad Emmaus.

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